Nuovo Sito Arci Forlì

Il nuovo sito del comitato provinciale ARCI che è stato messo online.

Il nuovo sito, che è stato realizzato dal Circolo /ROOT di S. Pietro in Guardiano, è incentrato sulle promozione delle attività organizzate dai circoli territoriali e, per questo, è stato necessario realizzare un bot che andasse a recuperare tali informazioni sulle varie pagine dei circoli , le organizzasse e pubblicasse con cadenza periodica.

Il bot è stato battezzato CL4UD14 in onore della ragazza che, con enorme pazienza, fino a qualche mese fa faceva questo lavoro di raccolta dei dati manualmente.

Il lavoro non è terminato in quanto sta proseguendo la raccolta delle informazioni riguardanti tutti i circoli della provincia che andranno ad arricchire le relative pagine.

Diciotti, il comportamento del Governo è irresponsabile, superficiale e disumano

Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente e Libera in presidio a Catania

Con la vicenda della Diciotti, si è superato ogni limite! Il comportamento del Governo non solo è deplorevole ma irresponsabile. Non si può accettare che delle istituzioni continuino ad avere un atteggiamento superficiale e disumano nei confronti dei più deboli.

L’ostinazione a non far attraccare una nave della Guardia Costiera, prima, per poi non far sbarcare le persone sulla Diciotti è una palese violazione del codice penale oltre che della Carta costituzionale.

Riteniamo l’inchiesta aperta dalla procura di Agrigento, che ipotizza anche il reato di sequestro di persona, un messaggio chiaro: la politica sarà pure legittimata a prendere decisioni e assumere provvedimenti, ma non può contravvenire a quanto previsto nella nostra Costituzione.

Per fortuna osserviamo una differenza di comportamento fra la Guardia costiera e il governo. Chi per vocazione è portato a salvare vite umane, nello spirito del proprio mandato, può e deve dare lezioni a chi ha perso la bussola su ciò che sia giusto e lecito.

In queste ore siamo in presidio a Catania e continueremo a mobilitarci per difendere la democrazia, la libertà e i diritti umani.

Serata antifascista – Festa della CGIL Forlì

Mercoledì 29 agosto alle 21.00 presso la festa della CGIL di Forlì a San Lorenzo in Noceto si confrontano Susanna Camusso Segretaria Generale della CGIL, Carla Nespolo presidente nazionale ANPI, Francesca Chiavacci presidente nazionale ARCI, Moni Ovadia e Paolo Berizzi (inviato de La Repoubblica e autore del libro NazItalia) in una serata dedicata all’antifascismo e all’antirazzismo.
Coordina il tavolo Gaetano Foggetti, giornalista del Corriere di Romagna.

La serata sarà accompagnata dal concerto dei Falce e Vinello, che apriranno la serata alle 19.30 e continueranno a suonare dopo l’incontro.

Il clima politico e sociale di questi ultimi mesi non smette di essere allarmante, è necessario fare comunità e non lasciare al silenzio il contrasto ai fenomeni di odio sociale a cui stiamo purtroppo assistendo. Vi invitiamo a prendere parte all’iniziativa e alla serata, con l’occasione ceneremo insieme dalle 19.30 presso gli stand della festa. Unisciti a noi, ti aspettiamo!

La festa partirà sabato 25 agosto e si chiuderà il 29. Qui sotto trovi il programma con tutte le iniziative! 

Rapporto Agromafie e Caporalato

Presentazione del quarto rapporto Agromafie e Caporalato realizzato dall’Osservatorio Placido Rizzotto – FLAI Cgil, con focus sulla provincia di Forlì-Cesena.

La presentazione si terrà mercoledì 25 luglio alle ore 10.00 presso la Sala Migliori della Camera del Lavoro di Cesena

Il rapporto ricostruisce un quadro conoscitivo di riferimento approfondito sulla condizione dei lavoratori in agricoltura, delle variegate forme di illegalità e infiltrazione mafiosa nell’intera filiera agroalimentare. 

Interverranno Roberto Iovino, FLAI Nazionale e Francesco Carchedi, docente dell’Università La Sapienza di Roma. Presiede l’iniziativa Serena Balzani, segretaria generale FLAI Cgil Forlì e introduce Arturo Zani, segretario generale FLAI Cgil Cesena. 

Dura condanna alle aggressioni razziste a Forlì

Nei giorni scorsi a Forlì due persone di origine straniera sono state ferite a colpi di armi ad aria compressa. Due attacchi vigliacchi e razzisti che vanno ad unirsi alle tante altre aggressioni che con sempre maggior frequenza accadono in tutta Italia.
Le persone colpite sono state ferite fortunatamente in modo non grave (10 giorni di prognosi), ma la pericolosità di questi episodi va misurata nel significato e nel messaggio che si portano dietro: gli stranieri sono diventati il capro espiatorio per dar sfogo alla propria ignoranza, rabbia e frustrazione, bersaglio non più solo simbolico contro cui scagliarsi.
Il clima d’odio che si riversa sui migranti e su chi lotta contro le discriminazioni, esasperato dai media e da discorsi politici scollegati dalla realtà dei fatti, è l’ambiente in cui nascono e si riproducono azioni di questo tipo. Ci teniamo a sottolineare che queste persone lavorano quotidianamente al nostro fianco, viviamo tutti le stesse fatiche e le stesse problematiche, i nostri figli e nipoti crescono assieme senza fare discriminazioni: è da loro che dovremmo imparare.
Sottovalutare quanto successo, minimizzare o girarsi dall’altra parte, equivale a sostenere moralmente e praticamente gli autori di questo gesto e a lasciare il campo libero ad un’escalation di violenza razzista. La cronaca anche solo dell’ultimo anno, dalla tentata strage di Macerata agli omicidi di Firenze e di San Calogero, ci dimostrano che quando il diverso diventa un bersaglio, il passo tra le pistole ad aria compresse e quelle con proiettili veri è pericolosamente molto breve.
Nella nostra attività quotidiana di lavoro con i migranti e di rappresentanza sociale di tutti i più deboli e bisognosi abbiamo toccato con mano che la Città di Forlì ha ancora un’anima antirazzista, che non è disposta ad accettare questi rigurgiti d’odio. Per questo chiediamo alla cittadinanza tutta di Forlì, alle sue associazioni e istituzioni, di condannare in modo fermo e deciso quanto avvenuto, prima che la situazione sfugga di mano, e che le indagini siano approfondite e del loro svolgersi ed esito venga tenuta informata la cittadinanza.

Per nostra parte continueremo a muoverci per creare un fronte ampio e plurale che impedisca al cancro del razzismo di ammorbare tutta la nostra società.

I soggetti firmatari di questo comunicato stanno organizzando un’iniziativa pubblica, le cui modalità verranno rese note nelle prossime ore.

  • Forlì Città Aperta
  • CGIL Forlì
  • CISL Romagna
  • UIL Forlì
  • Consulta degli stranieri di Forlì
  • Arci Forlì
  • Centro Pace di Forlì
  • ANPI Forlì
  • AMI, sezione di Forlì Giordano Bruno
  • Associazione Luciano Lama
  • Presidio Libera Forlì
  • Amnesty International Forlì
  • ​Un Secco No

Fermate il massacro in Palestina

La scelta degli USA di trasferire la propria Ambasciata a Gerusalemme contraddice la millenaria storia della “Città Santa”, città internazionale e culla di luoghi di culto e religioni diverse. Quella scelta è stata vissuta come una violenza e come tale è stata condannata anche dall’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre 2017.

Le Nazioni Unite, l’Europa, i Governi dei singoli Paesi, le forze politiche italiane, le Associazioni democratiche tutte, devono far sentire il proprio peso per fermare immediatamente il massacro, per questo occorre anche rilanciare con forza la proposta di “due Popoli due Stati”.

Chiediamo con forza:

1. Si condanni pubblicamente l’uso sproporzionato della forza e si chieda l’immediata cessazione dell’assedio della Striscia di Gaza; che da oltre dieci anni colpisce circa due milioni di persone costringendole a condizioni di vita insostenibili e a subire punizione collettive.
2. Si facciano immediatamente promotori di un canale umanitario che consenta il trasferimento sia a livello locale che internazionale della popolazione della Striscia di Gaza che necessita di cure mediche, sia a causa dei recenti attacchi che per altre malattie non curabili nella Striscia.
3. Si proponga in sede di Unione Europea il ritiro degli Ambasciatori degli Stati Membri come gesto di condanna dell’uso illegale della forza e delle continue violazioni del diritto internazionale. Inoltre, che i Paesi dell’Unione, quali Austria, Romania e Repubblica Ceca, che hanno adottato una posizione sullo status di Gerusalemme discordante dalla posizione ufficiale dell’UE, siano chiamati a fornire chiarimenti su tale condotta di fronte al Parlamento Europeo.
4. Si ribadisca che nei negoziati futuri con i Paesi orientali all’adesione all’UE, come Macedonia, Serbia, Montenegro e Albania, venga tenuta in debita considerazione la loro posizione non-allineata alla posizione dell’Unione Europea circa lo status della città di Gerusalemme.
5. Si faccia promotore dell’immediata sospensione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europea nel quadro della Politica Europea di vicinato condizionata alla cessazione dell’uso della forza e dell’assedio della Striscia di Gaza.
6. Si richieda che il Consiglio per i Diritti della Nazioni Unite predisponga l’urgente invio di una fact-finding mission al fine di assicurare la raccolta di prove circa le eventuali ipotesi di crimini internazionali da trasmettere alla Corte Penale internazionale per porre fine al clima di impunità finora prevalente.