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Nov
27
Sab
Voci di Terra 2021: Storie di pane e lavoro 27-28 Novembre 2021 Workshop con Gabriella Aiello @ Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli
Nov 27@15:00–Nov 28@17:30
Voci di Terra è un cammino proposto da Gabriella Aiello che si snoda attraverso alcuni appuntamenti tematici nell’ambito del canto di Tradizione Orale , canti di lavoro e mietitura, canti devozionali, canti d’amore e ballate, ovvero tutti quei momenti fondamentali per cui il cantare assumeva una funzione primaria nell’ambito della comunità .
In questo nuovo anno accademico partiremo con canti di vendemmia , di lavoro e storie che accompagnavano i momenti di riposo e di comunità in cui i racconti venivano tramandati in forma di canto narrativo .
Ogni incontro ha la durata di 8 ore suddivise in due giorni Sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle13 e dalle 14:30 -16:30
La lezione si svolge cominciando con riscaldamento fisico e vocale , esercizi di ear training su intervalli , modi e polifonie all’impronta per passare successivamente allo studio tematico del repertorio di tradizione orale.
Cos’è il canto di tradizione orale
Canti trasmessi di voce in voce, senza l’ausilio di carta scritta anche perché l’analfabetismo era altissimo in Italia fino agli anni sessanta ma è proprio questo tipo di “trasmissione” a rendere preziosi questi canti…gli stessi versi cantati con melodie diverse da un paese all’ altro, oppure la medesima storia cantata con diversi finali
Il canto di tradizione orale, comunemente detto “popolare”, differisce dal canto classico, prima di tutto nella sua forma estetica: l’emissione vocale, ovvero il modo di “portare la voce” che si traduce spesso in una emissione forzata con una risonanza prevalentemente facciale; è un canto fortemente melismatico ovvero ricco di abbellimenti anche perché nella maggior parte dei casi a cantare è un solista, libero di esprimersi e distinguersi, a cui segue talvolta un gruppo di persone che armonizza per terze parallele o bordoni di tonica o dominante; non si tratta di un vero coro con parti divise e assegnate, ad eccezione della Sardegna e di alcuni canti liturgici, dove il sentore di musica “colta”, e quindi scritta, ci viene dato da una concezione armonica verticale, ovvero la presenza dell’accordo e dei suoi rivolti armonici.L’altra differenza sostanziale è nella sua funzione; si tratta di un canto rituale e quindi unito ad una funzione di tipo primario: piangere un morto, conciliare il sonno, chiedere una grazia, accompagnare il lavoro, ciclo delle stagioni, dichiarazioni d’amore o invettive, cura e guarigione.
Gabriella Aiello
Ha studiato presso la Scuola popolare di musica di Testaccio. Ha studiato tecnica vocale con Xavier Rebut della scuola del Maestro Sergio Pezzetti e continua attualmente il suo studio con il Maestro Antonio Juvarra.
Ha approfondito i suoi studi sull’ “Estetica del canto contadino” con Giovanna Marini ed è attualmente sua assistente presso la Scuola di musica popolare di Testaccio di Roma.
Ha studiato canto indiano con Sangeeta Bandyopadhyay, tecnica degli Overtones con Roberto Laneri.
E’ stata la voce del progetto Indaco al fianco di Rodolfo Maltese del Banco del Mutuo Soccorso, e dell’orchestra “Tamburellando” diretta da Arnaldo Vacca .
Dal 2001 è la cantante dei Tamburi del Vesuvio di Nando Citarella con cui partecipa da anni a festival di fama internazionale e ad importanti trasmissioni televisive.
E’ la voce di molte delle produzioni della compagnia La Paranza fondata sempre da Nando Citarella, tra queste “Mozart al Chiar di Luna”, “ La Cantata di Natale”, “Donne del Romorso”.
Collabora con molti musicisti del panorama etnopopolare tra cui Mauro Palmas, Elena Ledda, Marco Poeta, Giuliana De Donno, Riccardo Tesi, Stefano Saletti, Patrick Valliant, Peter Rabanser, Ars Ludi ensemble .
Dal 2012 collabora stabilmente con l’ensemble tedesco Oni Wytars in progetti di rielaborazione di musica di tradizione italiana e musica antica.
Ha cantato e recitato in teatro con Manuela Kustermann e per la compagnia di danza di Mvula Sungani .
Ha interpretato colonne sonore tra cui “Il sole dentro”, di Paolo Bianchini.
Oltre all’attività concertistica Gabriella Aiello si dedica all’attività didattica insegnando tecnica vocale e tenendo laboratori esperenziali sulla polifonia di tradizione orale italiana e straniera.
E’ inoltre insegnante di metodo Gordon per lo sviluppo della musicalità nel bambino da 0 a 6 anni.
Info e iscrizioni entro il 08/11/2021
3891005150 email: marcobartolini65@gmail.com
Dic
4
Sab
Forlì.Soglie | Ricerche nel presente @ AREA SISMICA
Dic 4@11:00–13:00
Forlì.Soglie dà vita a due giorni di incontri grazie ai quali indagare insieme il presente, attraverso discipline differenti ma in dialogo reciproco.
PROGRAMMA
SABATO 4 DICEMBRE
EXATR
▸ ore 11.00
Ibrida Festival / CARLOS CASAS – ARCHIVE WORKS
incontro e proiezioni
Carlos Casas in dialogo con Davide Mastrangelo e Francesca Leoni, illustrerà il suo progetto transculturale Archive Works, che dal 2021 raccoglie lavori dedicati ai finis terrae (Patagonia, Mare di Aral, Siberia, Pamir).
Archive Works è una serie di ricerche che partono da materiale d’archivio, found footage e film classici, per confluire nella realizzazione di film sperimentali. Rappresentano un processo di scoperta e analisi di materiale d’archivio – classico o contemporaneo – finalizzato alla creazione di un nuovo oggetto cinematografico. Analogamente il suono interpola repertorio e creazione, affidata a musicisti che la realizzano spesso dal vivo. Con Archive Works Carlos Casas sperimenta un nuovo approccio al found footage e all’esplorazione dell’esperienza sonora, ibridando più codici tra di loro.
Ingresso gratuito / Prenotazioni: ibridafestival@gmail.com / www.ibridafestival.it
▸ ore 16.00
Spazi Indecisi / PRATICHE CARTOGRAFICHE SPERIMENTALI
incontro a cura di Lorenza Pignatti
Dialoghi sulle molteplici possibilità di narrare i territori, attuate da artisti, geografi e collettivi nazionali e internazionali
Lorenza Pignatti è docente del corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Ha insegnato alla Supsi di Lugano e all’Università di Urbino. È curatrice con Franco “Bifo” Berardi e Marco Magagnoli del libro Errore di sistema. Teoria e pratiche di Adbusters (Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2003). Nel 2006 ha curato l’omaggio al regista Pere Portabella al Festival Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Collabora con “D la Repubblica” e con magazine d’arte nazionali e internazionali.
È autrice di Mind the Map. Mappe diagrammi e dispositivi cartografici (Postmedia books, 2011), un’indagine su vari campi del sapere nei quali la mappa è intesa come panorama, travelogue, archivio, diagramma cognitivo e strumento di sperimentazione artistica.
Ingresso gratuito / Prenotazioni: info@spaziindecisi.it / www.spaziindecisi.it
▸ ore 18.00
Città di Ebla, Spazi Indecisi, Sunset / SPAZIO PRESENZA AZIONE
dialoghi spontanei sullo spazio pubblico
L’esperimento consiste nel creare speciali condizioni atte a stimolare un dialogo fra i presenti relativo alla forma e alla sostanza dello spazio pubblico nel contesto odierno. Per naturale vocazione dei promotori – Città di Ebla, Spazi Indecisi, Sunset – si cercherà di definirlo anche attraverso chiavi di lettura che riguardano le arti dal vivo, il cinema, il docufilm, la fotografia, la rigenerazione urbana. Ma le chiavi di lettura non sono elementi di garanzia. Per aprire le porte del dialogo sarà necessaria una partecipazione attiva dei presenti.
L’evento è, a tutti gli effetti, un esperimento “in vivo”, pur avendo un impianto concettuale preparato “in vitro”. Ci si sente cavie rispetto a un invito alla partecipazione di questa natura? Niente paura. È la condizione di questa epoca.
Ingresso gratuito / Prenotazioni: info@cittadiebla.com / www.cittadiebla.com
TEATRO FELIX GUATTARI
▸ dalle ore 19.30
Enrico Fedrigoli / CORPO MACCHINA
mostra fotografica
Corpo macchina è una componente del banco ottico. Corpo macchina è anche la macchina come organismo funzionale ad un τέλος. Ed è pure un corpo che si fa macchina accettando di questa fratture, digressioni, inutilità progressiste e industriali.
Ci è sembrato che queste tre declinazioni di una relazione storica – e storicamente oggetto della ricerca teatrale – si risolvessero tanto nel rigore architettonico di Enrico Fedrigoli, quanto nella necessità dell’inatteso “vero” del fare dei Masque.
Percorrere le finestre che il banco ottico di Fedrigoli apre nella pittura dell’immaginario è muoversi in quegli spazi che Perec chiama gli “spazi del dubbio”. Spazi che non esistono perché di essi c’è solo la percezione, la memoria, il vissuto. “Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato”. La soluzione poteva essere la post-fotografia, quella fotografia che smaterializza non solo le immagini, ma la loro fonte. La post-fotografia genera un universo in cui – sgretolate le nozioni di originalità, priorità, verità e memoria, tutto può essere falso. Il “falso” di Fedrigoli invece è riorganizzazione del materiale narrativo, suggerimento di un accesso possibile al ventre rigido e duro del “corpo macchina”. É con-fusione tra Still Life e architettura, tra bidimensionalità e tridimensionalità di spazi reali ma – alla Perec – “inesistenti”.
In questo suo “come se” condivide con lo spettatore l’incertezza della sua posizione obliqua, faticosa e spericolata: visitatore, attore o pubblico vivono la stessa divertita consapevolezza della molteplicità del possibile.
Il Teatro Félix Guattari dov’è? Le parti non ricompongono il tutto. Cosa succede quando il reale come fonte si perde? La fotografia rompe il vincolo con il suo referente e si piega alla propria natura. Per Enrico Fedrigoli tutto questo è ore di camera oscura, meticolosa scelta delle carte di stampa, materia e mani.
Il digitale e la rete sono la morte della fotografia che separa hegelianamente manifestazione da essere cercando la verità della Scienza: “Mi interessa il trauma delle fotografie in sé: con le fotografie in digitale l’anima resta ma il corpo se ne va” scriveva Fontcuberta. Qui l’anima è corpo e il corpo è macchina. – Simone Azzoni
Ingresso gratuito / www.masque.it
▸ ore 21.00
Masque Teatro / KIVA
con Eleonora Sedioli ⎪ tecnica Angelo Generali ⎪regia, ideazione, luci e macchine Lorenzo Bazzocchi ⎪ produzione Masque teatro ⎪ con il contributo di MiC, Comune di Forlì, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
Figura o corpo. Né una né l’altro. Solo ectoplasmi. Il corpo:figura attraversa un varco ed oltre se ne vanno discontinuità, sezionamenti, stratificazioni. La figura che già non è più tale, in bilico com’è tra distanziazione e prossimità, segue da vicino i diversi passaggi della sparizione, si guarda dall’alto del suo stesso sguardo, e si vede disfarsi, sino al dissolvimento.
Nella moltiplicazione dei corpuscoli elementari un nuovo organismo prende forma, generantesi come inviluppo o bozzolo o membrana che avvolge il corpo che già non è più. Non si tratta di concepire il movimento della figura come «una modifica o l’attualizzarsi di uno stato», ma come il manifestarsi sincronico di energie multiple condensantesi sul corpo che infine cessa di esistere.
Al pari del corpo dell’uomo su cui Marey aveva apposto il bottone d’argento, destinato a lasciare di sé sulla lastra fotografica solo una traccia luminosa, la nostra creatura abbandona gli abissi e diviene luce, pura energia in movimento.
“Kiva” è il nome con cui gli indiani Pueblos designavano, ancora agli inizi del XX secolo, la stanza segreta delle iniziazioni. Luogo sotterraneo, inaccessibile se non ai capi clan, la kiva accoglieva e custodiva i serpenti a sonagli catturati vivi nel deserto e qui chiamati a partecipare a quello che lo storico dell’arte Aby Warburg chiamò “il rituale del serpente”, atto propiziatorio per agognate precipitazioni.
Kiva, da camera segreta delle iniziazioni, diviene un luogo mentale. In essa si addensano gli spettri di un’umanità che sembra ritornata alla vita dopo anni di dimenticanza.
Ingresso 5 € / Prenotazioni: masque@masque.it / www.masque.it
DOMENICA 5 DICEMBRE
AREA SISMICA
▸ ore 18.00
Marco Zanotti, percussioni / CONCERTO AL BUIO
in collaborazione con UNIONE ITALIANA CIECHI e IPOVEDENTI di Forlì-Cesena
Compositore musicista anticonvenzionale, imprevedibile, curioso delle tradizioni e incline alla sperimentazione, Marco Zanotti predilige la batteria e le percussioni, ma si ritrova volentieri a suonare anche strumenti come la mbira e il kamalen’goni.
È fondatore e direttore di Cucoma Combo e della Classica Orchestra Afrobeat, quest’ultimo un ensemble da camera con la quale registra tre album (feat. Seun Kuti, Sekouba Bambino, Baba Sissoko e Njamy Sitson) e partecipa a importanti festival internazionale tra i quali Glastonbury-UK.
Suona con il trio d’improvvisazione Mothra (Peppe Frana, Fabio Mina – tour in Cina 2016) e con il griot del Gambia Jabel Kanuteh, oltre che con Cumbia Poder (Colombia), Del Barrio (Argentina) e Regional Matuto (Brasile).
Nel 2021 esce il suo primo album solista intitolato Re-Flexio, affiancato all’opera dell’artista Gaia Carboni. Collabora ed ha collaborato con numerosi musicisti e artisti in Italia e all’estero, ma anche con registi, coreografi e cori tra cui Aldes, Fantateatro, Magnifco Teatrino Errante, ERT, Coro Voz Latina, Coro Farthan. Nel 2019 cura le musiche e suona nello spettacolo “Mbira” di Roberto Castello (candidato premio UBU) e sta attualmente curando le musiche per il nuovo spettacolo “Inferno”, partecipa alla colonna sonora di “Gauguin a Tahiti” (Nexo Digital, 2019) di Remo Anzovino e cura la ricerca e la produzione musicale del “Pamoja Odyssey: a radical act of co-creation”, un progetto internazionale a bordo di un dhow tradizionale (www.pamoja.musafir.org) associato ad un flm festival lungo le coste dell’Africa Orientale (2019). Dal 2020 fa parte del quartetto Red Planet, con Edoardo Marraffa, Marco Colonna e Fabrizio Spera.
Da molti anni tiene un laboratorio sperimentale permanente chiamato “Officina del Ritmo”, ospitato nel 2019 all’interno del programma “Le 100 percussioni” di Ravenna Festival.
È laureato in Lingue e Letterature Straniere e ha tradotto e curato l’edizione italiana della biografa di Fela Kuti (Arcana ed.).
Ingresso 10 € con tessera ARCI / Prenotazioni: info@areasismica.it
È possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
www.areasismica.it
▸ ore 21.00
Sedicicorto / ESTRATTI DALLA TETRALOGIA DI ROSTO
video, animazione
I film onirici e oscuri dell’artista olandese Robert Stoces, in arte Rosto, lo hanno consacrato come una delle voci più personali del cinema d’animazione d’autore contemporaneo. Apprezzato in tutto il mondo per la sua creatività, ha ricevuto riconoscimenti nei più prestigiosi Festival Internazionali di Cinema di animazione e cinema sperimentale.
Dopo la sua morte nel 2019, le opere di Rosto vengono distribuite dalla più importante società di distribuzione europea per ciò che concerne la sperimentazione cinematografica nel mondo dell’animazione: Autour de Minuit.
Rosto si è affermato a livello Internazionale per la pluripremiata trilogia di cortometraggi e la graphic novel online Mind My Gap. È stato il fondatore e proprietario di Studio Rosto A.D, una società di produzione cinematografica, studio di animazione e atelier ad Amsterdam.
I suoi primi cortometraggi Anglobilly Feverson (2002) e Jona/Tomberry (vincitore del Grand Prix Canal+ al Festival di Cannes 2005) sono stati proiettati in numerosi festival internazionali.
The Monster of Nix (2011) è stato il progetto più ambizioso. Il musical animato di 30 minuti ha richiesto sei anni per essere prodotto e ha avuto un cast di voci prestigiose tra cui Terry Gilliam, Tom Waits, The Residents e The Dø.
Nel 2008 ha diretto”No Place Like Home”, il primo di una tetralogia di cortometraggi riguardanti la musica e i personaggi del progetto musicale Thee Wreckers. Nel 2013 realizza l’opera “Lonely Bones” ottenendo premi all’International Film Festival Rotterdam e all’ Ottawa International Animation Festival. Splintertime (2015) è il terzo di una serie di quattro film di Rosto con il suo progetto musicale Thee Wreckers.Reruns (2018) completa questa Tetralogia di Thee Wreckers.
Ingresso gratuito / prenotazioni: info@sedicicorto.it / www.sedicicorto.it
Dic
11
Sab
“Il groove con l’arpa celtica” Workshop con Adriano Sangineto @ Sala Aramini
Dic 11@10:00–Dic 12@16:00

 

 

Il seminario ha lo scopo di esplorare l’aspetto ritmico dell’arpa, sviluppando quella consapevolezza ritmico-armonica che è essenziale per suonare la musica da ballo.
Il laboratorio si articola nell’apprendimento dei passi base delle danze, nel canto e nello studio delle tecniche sull’arpa.
Il corso tratterà sia danze popolari italiane che composizioni originali di Adriano Sangineto.
programma:
Sabato 11 Dicembre – Dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16
Domenica 12 Dicembre – Dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16
Costi:
50 euro (più tessera Arci eventualmente acquistabile in loco) per una giornata
90 euro (più tessera Arci eventualmente acquistabile in loco) per due giornate
Info e iscrizioni:
389 1005150
marcobartolini65@gmail.com
Adriano Sangineto
Nato e cresciuto nell’ambiente della liuteria paterna, Adriano si forma come musicista venendo a contatto con personalità di spicco della cultura popolare internazionale, come Alan Stivell, Carlos Nunez, i Chieftains e altri. Appassionato degli strumenti popolari in generale, esprime un eclettismo musicale in svariati ambiti musicali, dalla musica antica a quella moderna, passando per la musica classica, il new age, il pop, e rivalutando la musica popolare italiana ed europea con arrangiamenti originali. Adriano suona numerosi strumenti a fiato e a corda e si specializza in clarinetto al conservatorio di Milano e in arpa celtica compiendo degli studi da autodidatta. Impegnato nella costante ricerca di nuove sonorità, ha sviluppato una tecnica personalizzata che trasforma l’arpa celtica in uno strumento di grande coinvolgimento stravolgendo ogni connotazione. Adriano, grazie all’approfondimento della composizione classica in conservatorio a Milano e alla sua coniugazione con la cultura musicale popolare, compone brani per numerose destinazioni, colonne sonore, attività teatrali, pubblicità.
Nel 2012 ottiene un riconoscimento al “Golfo dei Poeti film festival” di Lerici come compositore della migliore colonna sonora tra i cortometraggi in gara.
Arpa Creativa è il titolo del primo album solistico, uscito nel 2012, preso dall’omonimo spettacolo volto a dimostrare la versatilità dell’arpa celtica.
Nel 2014 esce il secondo album solistico, pubblicato da Rox Records, “Arpacadabra”, in cui propone un’arpa ritmica che invita a ballare su svariati tipi di danze europee attraverso un ritmo molto marcato e coinvolgente.
Insieme alla sorella gemella Caterina, forma l’Ensemble Sangineto con cui si dedica alla musica popolare irlandese e italiana con arpa celtica e salterio. Tre sono le uscite discografiche del gruppo, “Altea Rosa” (2006), “On A Silver Cloud” (2013) e “seministerra” (2014). Nell’estate 2014 l’Ensemble Sangineto fa una tournée europea (Italia, Spagna, Belgio e Francia) ottenendo numerosi consensi dal pubblico internazionale e espliciti apprezzamenti da stampa e emittenti radiofoniche.
Nel 2013 Adriano fonda il gruppo Antica Liuteria Sangineto, con cui presenta un repertorio di musica antica (dal Medioevo al Barocco) utilizzando strumenti desueti ricostruiti dal padre liutaio a partire dai dipinti di maestri pittori del Rinascimento (quali Giorgione, Piero di Cosimo, Gaudenzio Ferrari e Leonardo da Vinci). Con questo gruppo incide nel dicembre del 2013 una monografia dedicata agli strumenti musicali nell’arte pittorica che promuove in giro per l’Italia e la Francia.
11 Dicembre 2021 Trio d’Archi Simone Castiglia Giada Broz Giancarlo Trimboli Vio @ Chiesa della Madonna del Popolo
Dic 11@21:00

 

Simone Castiglia, nato nel 1991 a Ravenna, inizia lo studio del violino a cinque anni, diplomandosi col massimo dei voti presso l’ “Istituto Superiore di Studi Musicali G. Verdi” di Ravenna nel 2011 sotto la guida del M°. Franco Andrini. Successivamente ha partecipato a masterclass e seminari con maestri quali Friedmann Eichorn, Dora Schwarzberg, Vadim Brodsky, Simone Bernardini, Kai Gleusteen, Felice Cusano, Stefano Pagliani, Corinna Canzian, Francesco Senese, Danusha Waskiewitz, e per quanto riguarda la sezione cameristica, Bruno Giuranna, Antonello Farulli, Danilo Rossi, Nazzareno Carusi, Andrea Nannoni, Duo Pepicelli e Paolo Chiavacci. Laureatosi nel marzo 2014 al Conservatorio “G.Verdi” di Torino sotto la guida dei maestri Massimo Marin e Piergiorgio Rosso, si perfeziona all’ “Accademia di Musica” di Pinerolo sotto la guida del M° Adrian Pinzaru.
 Nel 2012 vince il primo premio per l’assegnazione della “Borsa di Studio Rotary Club” per i migliori diplomati della sezione ravennate nell’A.S 2010-2011. Ha all’ attivo diverse partecipazioni come camerista: in Duo (dal 2012) assieme M°Francesco Villa col quale vince il Primo Premio nella 2° edizione del concorso “Mikrokosmi Off” nel febbraio 2014, competizione tenuta dai M°Franco Scala, Nazzareno Carusi, Barbara Valli e Marco Santià, e il 2° Premio al 29° concorso “Città di Moncalieri” nell’autunno dello stesso anno, e in trio sempre con il M° Villa e la violoncellista milanese Francesca Bongiorni in altrettante manifestazioni culturali. Nel Maggio 2015 vince il Primo Premio Assoluto della categoria Musica da Camera al “12°concorso internazionale Città di Pesaro” col Trio Verbunkos formatosi nel 2014 con la pianista Kim Fabbri e col clarinettista Xhovan Dimo.
Attualmente è facente parte di realtà orchestrali quali “OPV Orchestra di Padova e del Veneto”, “Orchestra Haydn” di Bolzano e Trento, “Orchestra Giovanile Luigi Cherubini”, “Orchestra Arcangelo Corelli” di Ravenna, collabora non di rado con importanti compagini fra tutte “Orchestra Camerata Ducale” di Vercelli, “Orchestra G.Polledro” di Torino , “Orchestra della fondazione CRT di Torino”,“OFT, Orchestra Filarmonica di Torino”, “Orchestra Bruni” di Cuneo, “Orchestra da Camera di Ravenna” e ha lavorato inoltre con l’“Orchestra Giovanile Italiana” con sede a Fiesole, fondata dal M°Piero Farulli, “Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani”, e “Orchestra Geminiani” di Follonica.
Giada Broz (*1982) si avvicina alla musica già a 4 anni e fin da piccola i suoi studi sono seguiti da maestri di caratura internazionale. Oltre al conseguimento del diploma di violino presso il Conservatorio di Verona e di viola presso il Conservatorio di Torino, viene ammessa alle più importanti Istituzioni di Formazione Musicale (Scuola di Musica di Fiesole ed Accademia Nazionale di S. Cecilia), dove si perfeziona sia come solista che come camerista con Maestri quali Piero Farulli, Milan Škampa, Norbert Brainin, Hatto Bayerle, e Rocco Filippini, laureandosi col massimo dei voti. È vincitrice di vari concorsi nazionali ed internazionali come solista e come camerista, distinguendosi con il Trio Broz fin dal 1995 in una serie di primi premi assoluti. Ha suonato da solista con molte realtà orchestrali, esibendosi in Italia ed all’estero ed ha al proprio attivo collaborazioni, anche come prima parte, con numerose orchestre (tra le altre, Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra “Haydn” di Trento e Bolzano, Orchestra del Festival “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia, Orchestra del Teatro “Donizetti” di Bergamo, Orchestra del Festival Lirico Sperimentale di Spoleto, Orchestra Filarmonica Italiana, Young Musician European Orchestra). Molto significativa è l’attività concertistica nell’ambito della musica da camera in cui spazia tra le maggiori formazioni cameristiche, esibendosi in concerti in tutto il mondo e collaborando con musicisti del calibro di Gerard Caussé, Philippe Graffin, Anton Martynov, Lydia Kavina e Sylvain Blassel. Dal 1993 si esibisce con il Trio Broz, ensemble che annovera al suo attivo ormai più di 450 concerti e tournée in sale tra le più prestigiose sia in tutta Europa che nel resto mondo (Cina, Sud Africa, Zimbabwe, Mozambico, Messico, Guatemala, Nicaragua, Stati Uniti). Tra i vari riconoscimenti il Trio Broz è stato scelto per suonare il violino Stradivari “Cremonese 1715”, la viola Amati “Stauffer” e il violoncello Stradivari “Cristiani” in un concerto straordinario presso il Teatro Ponchielli di Cremona. Sono stati ospiti di trasmissioni televisive e radiofoniche di importanti emittenti nazionali in vari Paesi (ad esempio Rai Radio3, ORF, Ö1, Bayrische Rundfunk, BBC Radio3, Radio FM) ed hanno registrato 4 CD per etichette quali Universal e Sony Music, ricevendo premi e riconoscimenti sulle più importati riviste musicali italiane ed internazionali (tra cui Amadeus, The Classic Voice, CD Classica e le inglesi Classic FM e The Strad Magazine). Da anni svolge in tutto il mondo (Serbia, Messico, Mozambico, Regno Unito…) masterclass di strumento e musica da camera, che tiene con cadenza regolare per Austrian Masterclasses e l’Accademia Italiana del Violino.
Giancarlo Trimboli, inizia lo studio del violoncello con S. Tosello. Si diploma con E.Egano e P. Serafin, e si laurea con L. Simoncini. Si perfeziona con A. Pocaterra, R. Filippini, E. Dindo, M. Brunello, E. Bronzi e G.Horsch. Fondatore del Trio Malipiero, vince una serie di concorsi nazionali ed internazionali di musica da camera (Vittorio Veneto,Pavia, Palmi, Pistoia, Roma etc.) dando avvio ad un’intensa attività cameristica e continuando il perfezionamento con R. Zanettovich, D.De Rosa, M. Jones, il Trio Altenberg e il Trio Tchaikovsky. Ha suonato per prestigiose istituzioni in Italia e all’estero collaborando anche con G. Angeleri, S. Tchakerian, E. Balboni, C. Failli, D. Rossi, M. Brunello, P. Camicia, D. Varjon e I. Simon. E’ membro dell’Orchestra di Padova e del Veneto. Collabora inoltre con l’Orchestra del Teatro Lirico “G. Verdi” di Trieste e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. E’ stato invitato inoltre dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, dal Teatro Massimo di Palermo e dal Teatro La Fenice di Venezia. L’ attivita’ discografica include registrazioni per Bongiovanni, Velut Luna, Classic Voice e Amadeus. Con G. Angeleri ha registrato l’op. 5 di Corelli per L’Oiseau-Lyre (Decca). Attivo nella didattica per l’infanzia, e’ docente presso il Conservatorio di Padova e ai corsi estivi del Festival Musicale Savinese (AR).
In collaborazione con: Comunità Cristiana Forlimpopoli
info: 389 1005150
marcobartolini65@gmail.com

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