Donna Solidale Forlimpopoli

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

15 giorni di contributi on line sulla propria pagina facebook

Se non è possibile DAL VIVO allora sarà on Line perché l’argomento è troppo importante per passare in sordina , un modo per mantenere viva l’attenzione sulla violenza di genere, anche durante quest’anno particolare che tutti noi stiamo vivendo, per via della pandemia

Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne che è stata introdotta nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal che si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo nella Repubblica Dominicana.

Un tema molto sentito dal gruppo spontaneo di Donna Solidale nato a Forlimpopoli nel 2019 dall’ l’impulso dell’artista Veronica Gonzalez  che si  è messo in moto per dare il proprio contributo, ed essere partner attivo nella sensibilizzazione di un tema purtroppo ancora molto attuale.

Nel 2019 Donna Solidale ha dato vita al movimento con un evento  di beneficenza molto partecipato al Teatro Verdi di Forlimpopoli nel giorno della festa della donna e così si sarebbe dovuto fare anche nel 2020 con un progetto ancora più ambizioso ma le vicissitudini ormai note hanno fatto si che si congelasse tutto;  ma il bravo attento e tenace gruppo di Donna Solidale si è rimboccato le maniche e con gli strumenti a propria disposizione e in questo periodo dove non è possibile organizzare eventi live  ha dato vita ad una azione che già da qualche giorno e fino al 25 novembre e anche oltre  è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza femminile; sulla nuova pagina facebook Donna Solidale infatti  ogni giorno viene pubblicato un breve video a cura di ogni persona  o da più persone del gruppo, ognuno con la sua arte e sensibilità si sta spendendo  il proprio contributo, un video breve per essere visto tutto d’un fiato e condiviso e  così sarà possibile ascoltare racconti, poesie, testimonianze,  sketch, canzoni ma pure guardare una splendida esibizione di tango,  anche le donne dell’Amministrazione Comunale di Forlimpopoli faranno avere  il loro contribuito video,  portavoce saranno il Sindaco Milena Garavini e il vice Sindaco Sara Pignatari a riprova che Forlimpopoli è al fianco delle Donne.

 “Un modo per mantenere viva l’attenzione sulla violenza di genere, anche durante quest’anno particolare che tutti noi stiamo vivendo, per via della pandemia” dichiara Veronica Gonzalez che prosegue “ L’unione fa la forza, il concetto di sorellanza e mutuo soccorso si sta radicando nell’eterogeneo gruppo che mese dopo mesi si allarga e porta sempre linfa vitale ed energia per portare avanti le finalità del gruppo che in questo specifico caso di sensibilizzazione alla lotta contro la violenza di genere, il femminicidio, i maltrattamenti verso le fasce più deboli della società e al fine di favorire la cultura della parità”

Tutto il lavoro fatto è completamente gratuito e di questo il gruppo ne va fiero, un tempo buono messo a disposizione della collettività. Naturalmente appena ci saranno le condizioni si tornerà “Dal Vivo” e di ritornerà a fare beneficienza verso il prossimo

Maria Cristina Minotti
Donna Solidale e Ufficio Stampa
3355918055

Covid, Arci: no a chiusure generalizzate, le Regioni promuovano la socialità responsabile e rispettosa delle regole

La fase acuta della pandemia e i dati sui contagi in continua crescita degli ultimi giorni non devono farci smettere di promuovere una socialità responsabile ed esprimere preoccupazione per chiusure generalizzate e indiscriminate.

L’Arci è consapevole che la salute è un bene primario ed è consapevole della responsabilità che occorre per affrontare questo momento storico, ma restiamo convinti che una chiusura senza alternative dei locali pubblici possa essere pericolosa per la coesione sociale e il benessere delle persone.

Per questo riteniamo che non servono misure come quelle che hanno portato alla chiusura delle scuole in Campania e ci auguriamo che a Genova il sindaco torni sui propri passi, come ha annunciato lui stesso, e modifichi l’ordinanza che prevede anche la chiusura dei circoli Arci dal centro storico a Rivarolo fino al prossimo 13 novembre. Un provvedimento discriminatorio dal momento che altri locali come i bar sono tranquillamente aperti così come si continua a viaggiare su mezzi pubblici affollati.

I dati, vogliamo ricordarlo, ci dicono che gli assembramenti in strada e sui mezzi di trasporto sono quelli meno controllati e più pericolosi per la diffusione del virus, e che il 75% dei contagi avviene all’interno delle relazioni familiari. Al contrario i posti pubblici organizzati sembrano quelli più sicuri e controllati, a partire da sale cinematografiche, teatri e luoghi di socialità. E’ una distinzione importante se si vuole affrontare il problema senza generalizzazioni.

Crediamo che anche in questa fase così delicata si debba infatti distinguere tra  assembramenti e chi offre socialità in sicurezza e si debba favorire ciò che può essere organizzato, come ha sempre fatto l’Arci, nel rispetto delle norme a tutela della salute dei singoli e della collettività.

Siamo impegnati quotidianamente, non senza sacrifici, ad offrire occasioni di aggregazione con senso di responsabilità, garantendo ai nostri soci e alle nostre socie di avere luoghi di socialità nel pieno rispetto delle regole e consentire ai nostri circoli di poter svolgere appieno la propria missione di animazione sociale e culturale sul territorio. Per questo abbiamo realizzato #ResponsabiliInsieme, una campagna di comunicazione che richiami il senso della cura: non solo del virus, ma anche delle nostre persone, dei nostri luoghi, della nostra cultura associativa.

#ResponsabiliInsieme

L’avvio di questa nuova fase non deve impedirci di promuovere una socialità responsabile, che garantisca ai nostri soci e alle nostre socie di avere luoghi di ritrovo nel pieno rispetto delle regole e consenta ai nostri circoli di poter svolgere pienamente la loro missione di animazione. sociale e culturale della territorio.

Restiamo convinti che una chiusura senza alternative possa essere pericolosa per la coesione sociale e il benessere delle persone.

Ci impegniamo ogni giorno, non senza rinunce, per offrire occasioni di aggregazione nel rispetto delle regole, con senso di responsabilità. Vogliamo continuare a farlo e per questo saremo #ResponsabiliInsieme.

Questo sarà il nostro nuovo impegno, dopo quello di #iorestoacasa e #prontiaripartire.

Abbiamo realizzato una campagna di comunicazione che richiama il senso di cura: non solo del virus, ma anche delle nostre persone, dei nostri luoghi, della nostra cultura associativa.

Norme anti-Covid: non servono chiusure anticipate, serve promuovere una socialità responsabile in sicurezza

Noi – i circoli, le case del popolo, i lavoratori, i soci, i volontari Arci – siamo preoccupati e preoccupate da alcune ipotesi che circolano in merito alle nuove norme anti contagio da Covid-19 che saranno oggetto di confronto tra governo e regioni per poi essere recepite nel nuovo Dpcm. In particolare, a preoccuparci, sono i provvedimenti normativi su movida, assembramenti e chiusure anticipate di locali pubblici che potrebbero colpire anche gli spazi di socialità Arci.

Siamo ben consapevoli che l’emergenza epidemiologica non sia terminata, come dimostrano i dati sui contagi da giorni in continua crescita, e siamo consapevoli che la salute è un bene primario. Siamo da sempre consapevoli della responsabilità che occorre per affrontare questo momento storico. Non a caso, all’indomani dell’approvazione delle ‘Linee guida per la riapertura’ siamo stati fra le prime organizzazioni nazionali a promuovere momenti formativi sulle misure di prevenzione del contagio, convinti che – dopo la fase di lockdown – sia necessario promuovere una socialità responsabile.

E però i dati di cui disponiamo sono chiarissimi: ci dicono che gli assembramenti in strada e sui mezzi di trasporto sono quelli meno controllati e più pericolosi. Maggior fonte di rischio. E che il 75% dei contagi avviene all’interno delle relazioni familiari. Al contrario i posti pubblici organizzati sembrano quelli più sicuri e controllati, a partire dalle sale cinematografiche, teatrali e dai luoghi di socialità. È questa la prima importante distinzione da fare se si vuole affrontare il problema senza generalizzazioni e semplificazioni.

Tutto ciò lo conferma una recente indagine dell’AGIS, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, svolta su tutto il territorio nazionale. Su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno ad inizio ottobre, si registra un solo caso di contagio da Covid 19. Una percentuale irrilevante, che testimonia quanto i luoghi che continuano ad ospitare lo spettacolo siano assolutamente sicuri.

Se è così i luoghi di socialità andrebbero riaperti tutti nel rispetto dei protocolli per dare spazi sicuri di vita. È necessario oggi più che mai offrire spazi di cultura nel rispetto dei protocolli certi, che noi più di altri abbiamo sempre rispettato. E anche i locali come ristoranti e bar, mantenendo regole e distanze, andrebbero lasciati aperti più a lungo per togliere gente dalle strade.

È necessario insomma favorire ciò che può essere organizzato in sicurezza, come ha sempre fatto l’Arci, nel rispetto delle norme a tutela della salute dei singoli e della collettività.

È necessario puntare ad una socialità che si svolga in luoghi “chiusi” dove le forme di controllo e di individuazione delle catene di contatti sono sicuramente più facili da mettere in atto. Abbiamo visto che nelle scuole e nei luoghi di lavoro si può fare. Il rischio, altrimenti, è quello di far riversare chi vuole – e deve – trovare momenti di socialità e svago per strade e luoghi aperti dove tutto diventa “movida” indifferenziata. È possibile insomma avere una socialità responsabile anche mantenendo la distanza fisica.

Una socialità responsabile per rispondere alla crisi legata alla pandemia, che ha colpito duramente anche l’associazionismo culturale e di promozione sociale diffuso nel territorio e prezioso per la tenuta della coesione sociale del nostro paese, è quella che promuoviamo all’interno dei nostri circoli ARCI.

Per questo riteniamo che in questa fase, dove le attività ricreative e culturali sono già fortemente limitate dai protocolli di prevenzione, non si possa procedere con chiusure indiscriminate. Chiudere senza alternative, se non si è obbligati a stare a casa, può essere più pericoloso di una normalità organizzata per il momento particolare che stiamo attraversando. E avrebbe conseguenze drammatiche, non solo per l’Arci.

Siamo impegnati quotidianamente, non senza sacrifici, ad offrire occasioni di aggregazione nel rispetto delle regole, con senso di responsabilità. Vogliamo continuare a farlo e chiediamo con forza che con il prossimo decreto e le successive ordinanze regionali non vengano approvate norme di dubbia efficacia come la chiusura anticipata dei locali.

Sempre Attiva e Resistente: al via la nuova campagna di tesseramento dell’Arci

è partito dal 1 ottobre il tesseramento Arci 2020-2021. ‘Sempre Attiva e Resistente’ è il messaggio scelto quest’anno per una campagna di tesseramento diversa dalle altre, in un periodo segnato dall’emergenza, non solo sanitaria, legata al Covid-19.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente per ripartire nel segno della partecipazione, perché solo insieme alle nostre socie e ai nostri soci possiamo superare le difficoltà che stiamo attraversando e che ci troveremo ad affrontare.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente perché abbiamo attraversato il lockdown, non senza problemi, e ora vogliamo ripartire per essere più forti di prima. Vogliamo ricostruire nella partecipazione, rinsaldare e allargare la nostra comunità, la socialità, il mutualismo e la solidarietà per continuare ad essere un antidoto all’emarginazione e all’impoverimento culturale e materiale. E vogliamo farlo grazie alla forza delle nostre socie e dei nostri soci.

Un’Arci Sempre Attiva e Resistente perché sentiamo quanto mai attuale la necessità di riaffermare i valori della Costituzione, della Resistenza, dell’antifascismo e della democrazia. Un richiamo a un impegno ancora più forte per attuarli e contrastare tutte quelle disuguaglianze che continuiamo a veder crescere in maniera intollerabile.

Per un’Arci sempre più presente, inclusiva e solidale. 

Per un’Arci Sempre Attiva e Resistente!