
1. RISORSE
Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del PIL.
2. PERSONALE
È necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato. I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale. La spesa per il personale del SSN non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni.
3. TERRITORIO
Deve essere assicurato il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.).
4. TEMPI DI ATTESA
Deve essere garantito il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone.
5. NON AUTOSUFFICIENZA
La salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all’assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme. Sono necessarie politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. Si deve dar seguito al potenziamento dell’assistenza domiciliare e al miglioramento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale.
ALTRE AREE PRIORITARIE: salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca.
Sintesi della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per il
Rafforzamento del SSN
l Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attraversa oggi una crisi sistemica senza precedenti, segnata da un sottofinanziamento cronico e da una carenza di personale che mette a rischio l’universalità del diritto alla salute. La proposta di legge diiniziativa popolare promossa dalla CGIL nasce per invertire questa rotta,
riaffermando i principi di equità e solidarietà sanciti dalla Costituzione e dalla legge istitutiva 833/78.
Obiettivi Finanziari e Personale
Il cuore della proposta risiede nella garanzia di risorse certe: il finanziamento del SSN non deve scendere sotto il 7,5% del PIL, allineando l’Italia alla media dei grandi Paesi europei. Parallelamente, è indispensabile eliminare i tetti di spesa per il personale, permettendo assunzioni stabili e una valorizzazione economica e professionale dei lavoratori, oggi allo stremo e costretti a turni insostenibili.
Riforma del Territorio e Liste d’Attesa
Per abbattere le liste d’attesa non servono decreti d’urgenza a costo zero, ma un potenziamento strutturale dell’assistenza territoriale. La proposta punta sulla centralità del Distretto socio-sanitario e sulla piena attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR. L’integrazione tra servizi sanitari e sociali è l’unica via per gestire le cronicità, potenziare l’assistenza domiciliare e garantire
dignità alle persone anziane e non autosufficienti.
Difesa del Pubblico contro la Privatizzazione
La legge si oppone fermamente ai tentativi di spostare risorse verso il privato e alla frammentazione regionale (autonomia differenziata) che crea cittadini di serie A e di serie B. Si ribadisce che la sanità integrativa non può essere il “secondo pilastro” sostitutivo del pubblico. L’obiettivo è un sistema dove la salute sia considerata un’infrastruttura sociale indispensabile per il benessere collettivo e lo sviluppo
economico, mettendo la prevenzione e la persona al centro, prima del profitto.
La Mobilitazione
Firmare questa proposta significa partecipare a un movimento di popolo per sottrarre la salute alle logiche di mercato. Riprendendo l’eredità di Tina Anselmi e Giovanni Berlinguer, la mobilitazione mira a restituire dignità al lavoro di cura e a garantire che nessuno debba più rinunciare alle prestazioni sanitarie per motivi economici.

