La cultura è una risorsa, e le risorse per la Cultura?
Bologna 5,6,7 novembre 2009
“Strati della Cultura” è l’appuntamento nazionale che l’Arci organizza ogni anno per confrontare le proprie proposte sulla “promozione culturale” con il mondo delle istituzioni, della politica, della cultura.
Considerando la Cultura come elemento di coesione sociale, di valorizzazione delle diversità e parte integrante del sistema di welfare, l’associazione sostiene tutte le iniziative che hanno come obiettivi: il sostegno delle produzioni culturali, soprattutto giovanili ed indipendenti, la semplificazione normativa che riguarda la gestione delle attività culturali, la “promozione culturale” come elemento fondamentale della formazione delle persone, la rottura dei monopoli nel mondo della cultura, l’innovazione delle forme di tutela del diritto d’autore.
Dal 5 al 7 novembre l’edizione 2009 si svolgerà a Bologna e avrà al centro della discussione il tema delle “Risorse per la Cultura” in tempi di crisi economica e sociale. E’ ormai consolidata l’idea che investire nella Cultura è strategico per sostenere l’inclusione sociale, la creatività e l’innovazione, la conoscenza come strumento per interpretare criticamente la realtà, i processi di sostegno alle diversità culturali e al dialogo interculturale. Quindi, Cultura come insieme di strumenti, produzioni, terreni di elaborazione che hanno come fine ultimo il benessere delle persone e la loro capacità di convivere in città e territori inclusivi e stimolanti.
Purtroppo, è altrettanto consolidata la consapevolezza che, al di là delle dichiarazioni altisonanti e degli indirizzi generali, le risorse da investire nei diversi settori che sostengono la “Cultura” nel nostro Paese diminuiscono sempre più. Uno Stato centrale che sembra ritirarsi dal sostegno a scuola e formazione, che taglia il bilancio del Ministero preposto alle Attività Culturali, risorse sempre più esigue a disposizione degli Enti Locali, scarsa propensione del privato ad investire in progetti di lungo periodo, un approccio diffuso a sostegno della “cultura mordi e fuggi” anziché investire in processi di promozione culturale di lungo periodo.
A questo si aggiunga la difficoltà del nostro sistema Paese ad affrontare i nodi problematici dell’accesso alla cultura: un sistema dell’informazione bloccato, pochissimi investimenti per la diffusione di banda larga e wi-fi, un dibattito pubblico inesistente sul futuro del diritto d’autore e del suo sfruttamento e le ricadute sull’accesso ai contenuti.
Il privato sociale, l’associazionismo di promozione sociale e culturale in particolare, rappresenta oggi una risorsa importante per il “sistema cultura” del nostro Paese anche per la sua capacità di diventare moltiplicatore di energie culturali attraverso le sue reti di spazi, persone e competenze. Co-progettare un nuovo welfare culturale con l’associazionismo di promozione sociale può attivare il necessario dinamismo di un settore che rischia di trovarsi in gravi difficoltà.
Con questa terza edizione di Strati della Cultura vogliamo stimolare un confronto sul DOVE investire in Cultura, COME fare questi investimenti, CHI deve investire, QUALI nuove risorse saremo in grado di intercettare in Italia e in Europa.
Il confronto su questi temi coinvolgerà ancora una volta enti, istituzioni e politica, con grande attenzione al ruolo delle Amministrazioni Locali.
Nella edizione del 2007 svoltasi a Ravenna, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Giovanili, di quello dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna, dell’ANCI e dell’UPI, il tema portante era “Accessibilità nel contemporaneo: giovani-relazioni-diritti-spazi” e la sua declinazione nella creatività culturale. Hanno partecipato intellettuali e operatori culturali, esponenti del mondo della politica e delle istituzioni, nazionali ed internazionali.
L’edizione 2008, che si è svolta a Reggio Emilia il 23 e il 24 ottobre era dedicata agli “Spazi” della/per la cultura. Non solo spazi fisici, ma anche intellettuali, immateriali, virtuali. Architetti, sociologi, operatori, rappresentanti di istituzioni ed enti locali si sono confrontati con lo “sviluppo urbano” e la necessità di sostenere e valorizzare le migliaia di luoghi della cultura diffusa, che nascono spesso dall’autorganizzazione di cittadini e rappresentano una rete insostituibile di imprese piccole e medie, profit e no profit, spina dorsale del “sistema cultura” italiano. Si è parlato di spazi immateriali e virtuali, come nuove frontiere della produzione e della creatività, della diffusione di conoscenza, della commistione di culture e sistemi culturali diversi.
Con il patrocinio di
Regione Emilia Romagna
Provincia di Bologna
Comune di Bologna
ANCI
UPI
MIBAC - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
In collaborazione con Ucca (Unione dei Circoli Cinematografici dell’Arci)