Proposte dai Circoli giovanili e culturali
MADAMADORE’ giovedì 27 novembre 21.30 MARCO NOTARI E MADAM + Jocelyn Pulsar In corrispondenza dell’uscita a ottobre del nuovo album di Marco Notari "Babele”, riparte il tour di Marco Notari sulla scia del premio ricevuto qualche mese fa al M.E.I. di Faenza per il miglior tour esordiente. All’interno dello show verranno presentati dal vivo tutti i nuovi brani oltre a quelli estratti da "Oltre lo Specchio” (Artes/Mescal-EMI), il pluripremiato disco d’esordio di Marco. Le canzoni del nuovo lavoro, registrate alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani sotto la produzione artistica di Giulio Casale, compongono un disco assolutamente eclettico con una forte componente elettrica che si fonde ad atmosfere più intime e rarefatte. venerdì 28 novembre 21,30 CARNERA Da Primo Carnera deriva il nome di questa band e nessun altro nome poteva calzare meglio data la natura aggressiva ma armoniosa del suono. Un suono piu che mai internazionale e deciso,prendendo spunto dallo stoner/hard rock americano moderno e dal grande rock classico. La band è composta da Filippo Graziani (voce e chitarra) Tommy Graziani(batteria) Marco Battistini (basso) e Max Corona (chitarra). sabato 29 novembre 21,30 MAX MANFREDI Le sue radici sono la poesia, il teatro, e la musica. Non soltanto quella leggera. La sua pratica è appassionata, partigiana ed artigiana. Ma è una particolare sensibilità nel percepire e leggere la realtà, che lo porta a quei risultati espressivi che fanno di lui un autore del tutto originale. Max Manfredi presenta in questo spettacolo: "Luna persa" il suo ultimo lavoro che conterrà undici canzoni, tra cui "Il regno delle fate", già proposta nell’ultimo Premio Tenco e da molti definita come una delle più belle canzoni italiane degli ultimi anni. domenica 30 novembre GUTHRIE GOVAN Seminario di CHITARRA + Concerto Un’appuntamento da non perdere per chi vuole approfondire lo studio della chitarra moderna con chi nel 1993 è stato definito "Chitarrista dell’anno" dalla prestigiosa rivista Guitarist. Il seminario si terrà dalle 15 del pomeriggio, mentre la sera ci sarà l’opportunità di assistere al concerto di Guthrie, affiancato da SETH GOVAN al basso, PETE RILEY alla batteria, DAVE KILMINSTER alla chitarra (Roger Waters-Keith Emerson-John Wetton). Ecco un pò di link per capire di chi stiamo parlando: Guthrie Govan su Wikipedia e qualche video su youtube. Per informazioni su iscrizioni e concerto chiamare il 338 1117365 oppure 349 7470789.
ARCI VALVERDE Venerdì 29 novembre THE GOODNIGHT LOVING Goodnight Loving smooth the edges of wild basement punk into something more organic, twangy and irresistibly catchy - effortlessly weaving country, garage rock, folk and pop into a sound all their own. Hailing from rustic Northwoods Wisconsin hamlets, the members converged on Milwaukee in the early 2000s and established themselves as one of a growing number of bands thriving in the basement scene.
AREA SISMICA Sabato 29 novembre Rassegna musica inaudita FRANCESCO DILLON violoncello-elettroniche Con Francesco Dillon Area Sismica riparte con una rassegna nata per scommessa lo scorso anno. Scommessa stravinta, grazie a 2 concerti di livello incredibile, che questa stagione diventeranno 3, forse 4… Diplomato al conservatorio di Firenze, Francesco Dillon è stato per tre anni primo violoncello dell’Orchestra Giovanile Italiana. Si è poi perfezionato con David Geringas, Mario Brunello e Amedeo Baldovino e ha studiato composizione con Salvatore Sciarrino. Parallelamente all’attività solistica (con orchestre come quella nazionale della RAI e l’Accademia i Filarmonici) e cameristica con il Quartetto Prometeo, è impegnato nel campo della musica contemporanea con l’ensemble AlterEgo, collaborando con compositori come Philip Glass, Vinko Globokar, David Lang e con musicisti elettronici quali Matmos, Pansonic e Scanner. La sua curiosità musicale lo ha poi avvicinato all’improvvisazione, partecipando a progetti con D. Roberts e G. Ielasi. Insegna inoltre alla Scuola di Musica di Fiesole. Programma del concerto: P.Aralla Analogie:quaderno n.1 L.Francesconi Unexpected end M.Van Der Aa Oog L.Francesconi Doppia immagine J.Harvey Curve with plateaux + altri da definire
L’Arci al MEI 2008: la rete Real, i Creative Commons e tanta musica!
L’Associazione Dire Fare in collaborazione con il Comune di Predappio presenta
Editoriale di Paolo Beni, Presidente Nazionale ARCI
Forlimpopoli Didjin’OZ 2008 - Edizione Invernale Festival Internazionale di Arte, Cultura e Musica dall’Australia
Sabato 22 novembre Area Sismica Rassegna musica extra-ordinaria LUCIBEL CRATER (USA) Leah Coloff - cello, voice Sarth Calhoun - laptop, keyboards Paul Chuffo - drums Formazione nata nel 2004, i Lucibel Crater si presentano prepotentemente da New York con un sound spontaneo e molto originale. Una vera e propria boccata d’aria fresca, grazie ad un uso insolente di atmosfere ibrido/elettriche provocatorie e divertenti. Una serata che ha lo scopo di alleggerire gli animi, grazie ad una formazione che si sta ritagliando un suo spazio in un ambito, quello newyorkese, crudele con i meno tenaci e capaci.
Sabato 22 novembre Arci Valverde RAEIN Uno dei più affermati gruppi italiani, e oltre, della scena hardcore. La cosa può apparire strana, ma sono di Forlì… sotto la patina (e la cotica) conformisticoalternativa del zitadon, ribolle da metà anni 80 un magma sonoro incontrollabile. Un giorno racconteremo questa storia, ma con "calma"…
Dal giovedì sera alla domenica sera, tutte le proposte del circolo Madamadoré, la casa delle arti.
Dal 10 novembre al 10 dicembre 2008 la Maratona Arci per i diritti umani
Finalmente, Obama! Oggi è un grande giorno, è un grandissimo giorno. Finalmente si avvera il sogno di Martin Luther King. Finalmente l’era Bush è finita, sconfitta dal popolo degli Stati Uniti, che dice oggi al mondo che c’è un’altra via per affrontare i problemi e le sfide di questi tempi, che non è obbligatorio reagire alla crisi e all’insicurezza con la guerra e il militarismo, l’oscurantismo religioso e il razzismo, la distruzione dei diritti sociali e delle libertà civili. Barack Obama è riuscito a intercettare un bisogno di cambiamento innanzitutto morale e ideale, incardinata perfino fisicamente dal nuovo presidente degli Stati Uniti, il primo presidente nero, figlio di un immigrato africano. Le lacrime di Jassie Jackson stanotte la dicono lunga sul gigantesco valore simbolico di questa elezione per un paese che quaranta anni fa vide l’assassinio di Martin Luther King, per un pianeta ancora fondato sul neocolonialismo, per una Europa dove ritornano gli spettri del razzismo e del nazifascismo. C’è del marcio in Europa! Negli Stati Uniti invece è avvenuta una riconnessione fra politica e società civile che è un sogno in molti altri paesi occidentali. Obama non ha vinto perché tanta gente lo ha votato, con una partecipazione al voto straordinaria. Tanta gente lo ha votato perché milioni di persone hanno deciso di partecipare attivamente e da mesi alla campagna elettorale, di scommettere per la prima volta da decenni sulla partecipazione politica. Non sappiamo quanto questa relazione virtuosa durerà. La storia ci insegna che sarà difficile. Dopo la vittoria, Obama ha detto che il cambiamento non è quello che è avvenuto stanotte, ma il percorso che da stanotte comincerà e per il quale lui si considera al servizio. Sono parole importanti, in una epoca dove il personalismo, il leaderismo e il populismo sembrano farla da padroni, nelle elite politiche. Lo ha detto lui stesso, stanotte, ai suoi elettori: verrà il tempo per le critiche e le contestazioni. Ma c’è un tempo per ogni cosa. E oggi per noi è il tempo per festeggiare e per sperare, insieme ai movimenti degli Stati Uniti con cui da anni lavoriamo per costruire un mondo diverso. Vogliamo oggi sperare che dal continente americano, ora che anche l’emisfero nord ha prodotto il cambiamento in campo da tempo in America Latina, possa venire una svolta decisiva in un momento drammatico per la vita del pianeta. La crisi finanziaria, ecologica, sociale, alimentare, dei prezzi e del lavoro ormai dilagano nel nord e nel sud del mondo. All’esclusione degli ultimi si aggiunge il progressivo e inesorabile impoverimento delle classi medie e produttive. Negli Stati Uniti, Obama ha vinto perché le vittime del capitalismo hanno deciso di smetterla con la guerra fra poveri che per decenni ha contrapposto bianchi e neri, yankee e latinos, garantiti e precari. E’ la lezione più importante, che la società italiana può apprendere dal voto di stanotte.






Scuola di Musica Popolare
