Ecco le proposte da Madamadorè e Area Sismica per i prossimi giorni
CALIBRO 35 circolo madamadorè venerdì 10 ottobre C’è stata, in Italia, una stagione irripetibile per le colonne sonore e la musica da film, che in troppi ancora si ostinano a ignorare. Per riportarcela nelle orecchie ci volevano la passione e il talento di una manciata di musicisti i cui trascorsi parlano – letteralmente – da soli. Negli anni sessanta i Calibro 35 sarebbero stati definiti un “supergruppo”: Massimo Martellotta (Stewart Copeland, Eugenio Finardi, Mauro Pagani), Enrico Gabrielli (Afterhours, Mariposa, Morgan), Fabio Rondanini (Pino Marino, Roberto Angelini, Collettivo Angelo Mai), Luca Cavina (Transgender, Lindo Ferretti, Beatrice Antolini) e Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand, Arto Lindsay) si sono uniti per riportare alla luce – con vesti rinnovate e scintillanti – la “golden age” della musica da film: erano gli anni sessanta e settanta e in Italia prendeva vita il genere dei “poliziotteschi”, definizione neanche troppo velatamente dispregiativa per quei film tutti incentrati sulle vicende di poliziotti dal dito pesante sul grilletto, coinvolti in storie all’ultimo respiro, con sangue e sparatorie a volontà. I titoli erano già di per sé un programma: da “La polizia incrimina la legge assolve” a “Milano odia la polizia non può sparare”, passando per “Italia a mano armata” e “Milano calibro 9”. Se le trame non erano il massimo dell’originalità (visto uno, visti tutti, verrebbe da dire) lo stesso non si può dire per la musica che accompagnava le vicende dei vari Tomas Milian e Franco Nero: autori come Morricone, ma anche L.E. Bakalov, Piero Piccioni, Stelvio Cipriani, Nino Rota solo per citarne alcuni, hanno scritto, in un periodo irripetibile, alcune delle più belle pagine della musica strumentale italiana e i nternazionale. Ma i Calibro 35 non si limitano a una semplice operazione di “antiquariato musicale”: da musicisti di razza quali sono, aggiungono del loro in ogni singolo brano, fondendo il passato con le proprie esperienze musicali: un po’ come se Morricone andasse a colazione con gli Afterhours e poi direttamente a cena coi Franz Ferdinand. Il risultato è una musica che riesce ad essere contemporaneamente dentro e fuori dal tempo, anche grazie ai brani originali che i Calibro 35 affiancano alla rivisitazione di questi classici dimenticati. Il live al Madamadorè è quindi un’ occasione da non perdere per vedere all’opera questa straordinaria band, il cui primo lavoro, Calibro 35, è di imminente uscita, il 20 ottobre, per Cinedelic Records. Assolutamente imperdibile!!!
Rassegna Musica Extra-Ordinaria - Sabato 11 ottobre c/o Area Sismica Cine - Concerto “L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA” (Celovek s kinoapparatum) di Dziga Vertov - URSS 1928, musicato dal vivo da Guillaume Saurel (violoncello - sampler), Nicolas Chatenoud (chitarra – basso - sampler). Sull’onda della meraviglia data dal bellissimo progetto “The Unknown”, Area Sismica ripropone un cineconcerto questa volta sulle immagini de “L’uomo con la macchina da presa” di Dziga Vertov, con due dei tre protagonisti della performance musicale di 6 anni fa, presentato in anteprima al festival di Avignone ‘08. La pellicola fulcro del progetto è famosa tra l’altro per le molte tecniche cinematografiche utilizzate (sovrimpressione, sovrapposizione, accelerato, rallentato, ecc..). L’estetica è fortemente segnata dai movimenti innovativi dell’epoca, sorprendenti ancora oggi, ed è un manifesto delle avanguardie sovietiche, prima che la longa mano del controllo totale stalinista costringesse l’arte al realismo socialista, che vedrà Vertov piegarsi a girare cinegiornali al servizio del regime. Il risultato di questa fusione è sbalorditivo, grazie alla raffinatezza dei due musicisti, che sfatano definitivamente il mito dello sperimentalismo ostico / faticoso. Altro che faticoso.. Vorremmo che non finisse mai.