Archive for Marzo, 2008

In Tibet come nel resto del mondo: basta repressione!

Mercoledì, Marzo 19th, 2008 at 5:40 pm
tibet_monaci_1435_img_1.jpgPace e diritti umani, obbiettivi irrinunciabili


Non è accettabile la violazioni dei diritti umani, dovunque avvenga. Ci indigna la violenta repressione con cui l’esercito cinese soffoca nel sangue, con decine di morti e centinaia di arresti, la protesta dei monaci e dei giovani tibetani. Il governo italiano e l’Unione europea devono intervenire su Pechino perché ponga fine alle violenze ed apra il dialogo con un movimento popolare che non sta chiedendo alcuna secessione ma solo di veder riconosciuti i propri diritti e l’autonomia all’interno della repubblica cinese.
Oggi in Tibet, come ieri in Birmania, è in gioco la credibilità della comunità internazionale, che non può chiudere gli occhi - in nome di interessi economici e commerciali – di fronte alla negazione dei diritti. La Cina, che ha saputo cogliere la sfida della globalizzazione economica, deve ora accettare quella dei diritti umani, riconoscere la libertà religiosa, di stampa e di pensiero.
Le vicende internazionali, dall’Asia al Medio Oriente al Kosovo, ci ricordano che il mondo è un enorme crogiuolo di ingiustizie, e che non si può fare a meno di una politica di pace e di cooperazione, che lavori per la composizione dei conflitti, la lotta alla povertà e la salvaguardia dei diritti umani per tutti.
La politica estera, finora assente dal dibattito elettorale italiano, vi ha fatto irruzione nel peggiore dei modi. E’ stato l’ex ministro Martino a svelare i propositi della destra: ridurre la presenza in Libano, dove siamo impegnati con l’Onu in una missione di pace fondamentale per l’equilibrio del Medio Oriente; tornare in Iraq, in un’avventura che ormai gli stessi americani considerano fallimentare; potenziare la presenza in Afghanistan con funzioni di combattimento, proprio mentre si cercano strade alternative con la Conferenza Internazionale di giugno a Parigi. Dichiarazioni guerrafondaie e irresponsabili, un colpo alla credibilità conquistata dal nostro Paese con la politica estera di pace condotta in questi anni. La tragica conferma di cosa potrebbe riservarci il ritorno di questa destra al governo. Un motivo in più per impedirlo.

Posted in In primo piano
by Michele

Elezioni Politiche

Mercoledì, Marzo 12th, 2008 at 11:37 am

arci_svegliamoci2.jpgL’Arci e la situazione politica italiana

Le elezioni politiche anticipate si svolgeranno in una situazione di forte instabilità e incertezza politica, con preoccupanti segnali sul piano economico, sociale, culturale. Allo stillicidio di morti sul lavoro e al relativo sdegno della maggioranza dei cittadini si contrappongono le compatibilità di un modo di produrre orientato da una visione irresponsabile del profitto capitalistico, e la crisi morale e civile di un paese disposto (in alcuni suoi importanti ambienti) a mettere in discussione conquiste in campo legislativo e aspetti fondamentali del patto di cittadinanza. Si diffondono intanto posizioni e visoni della società estreme, parziali, profondamente intolleranti e irrazionali, che vanno tenute sotto controllo e sorveglianza critica. In questo contesto, è stato a nostro avviso un danno per il paese l’interruzione prematura della legislatura (dovuta alle contraddizioni del centrosinistra), proprio nel momento in cui ad una dura fase di risanamento poteva seguire un’azione di redistribuzione a favore dei redditi più bassi e dei ceti in difficoltà. Molti grandi temi restano sul tappeto e non si sa di fatto se saranno parte dell’agenda di una qualche forza politica di governo: la riforma istituzionale, quella della pubblica amministrazione, una nuova legge che disciplini in modo realistico e civile l’immigrazione, le unioni civili, la riorganizzazione del sistema associazionistico. E si potrebbe continuare.
Come altre volte nella storia italiana, si ripartirà da zero, e questo, nella nostra situazione, non è un bene. I responsabili di tutto ciò sono noti. Non c’è pertanto da stupirsi della stanchezza di molti cittadini nei confronti di certa politica. Ci auguriamo che la vita di questo paese non sia mai più vittima dei ricatti di nessuno: di partiti piccoli o familiari, ma anche di formazioni di massa condizionate da volontà e interessi particolari, personali, di gruppi ed élites dirigenti, o presunte tali. Ogni riferimento alla realtà empirica è tutto, tranne che casuale. D’altra parte, però, non sono i cittadini a decidere, esercitando il proprio diritto/dovere elettorale? Eppure, questo non impedisce che un certo potere mediatico, con un buon marketing politico possa poi conquistare il governo della società ed esercitare un totalitarismo a bassa intensità, senza violenza fisica, difensore della libertà, dell’uguaglianza, del benessere. Dei “valori”. A Friendly Fascism, con il sorriso stampato sulla faccia: un’ipotesi così irrealistica?
L’Arci non darà indicazioni di voto, ma non rinuncerà per questo a portare il suo contributo per scongiurare il ritorno della destra, e per far ripartire la prospettiva del cambiamento nel senso di una maggiore giustizia sociale ed economica. Ci confronteremo con tutte le forze di un centrosinistra che oggi si presenta diviso, e lo faremo a partire dai temi su cui lavoriamo quotidianamente: promozione della cultura e della socialità, pace, ambiente, welfare, diritti civili, laicità. Ribadire in questa fase l’indipendenza e la pluralità dell’Arci - nel rispetto delle diverse opzioni di soci e dirigenti - significa entrare nel confronto politico con i nostri contenuti, ponendo anzitutto l’esigenza di un nuovo rapporto fra politica e società civile. Significa poi rivendicare tanto nei confronti del PD che della Sinistra Arcobaleno un rapporto leale e di pari dignità. Per il rinnovamento del Paese non serve un terzo settore frammentato e subalterno alla politica, ma un associazionismo realmente autonomo e rappresentativo, capace di animare le relazioni sociali e la discussione pubblica, di ricostruire cultura civile a partire dalle comunità, dai luoghi di vita e di incontro delle persone.
Al di la delle divisioni dei partiti, i circoli Arci sono spazi liberi e aperti ai cittadini impegnati per il bene comune, politicizzati o non, laici o cattolici, riformisti o radicali. Sono un’opportunità per sapere e capire, partecipare, essere protagonisti delle scelte. Per questo, priorità dell’Arci nella prossima fase sarà quella di rafforzare il proprio patrimonio associativo con interventi opportuni, ma sarà anche di aprire nuovi canali di comunicazione, creare nuove occasioni di incontro. È questo il senso del nostro slogan “svegliamoci e sogniamo”: svegliamoci per reagire allo strisciante sfacelo e alla paura diffusa, ricominciamo a sognare, a costruire un futuro migliore, una vita activa e “buona” nel tempo di lavoro e in quello libero dal lavoro. Siamo convinti che dovunque in Italia, anche nel nostro territorio sia in atto una rivoluzione nel rapporto tra politica e società, un cambiamento portato avanti da molti uomini e donne, di qualsiasi età e condizione sociale, che reagiscono alla disillusione, al cinismo, e si mettono in gioco per muovere acque stagnanti, per cambiare, rinnovare, movimentare. La nostra associazione sostiene questa rivoluzione pacifica, e intende portare il proprio contributo con un lavoro quotidiano, con migliaia di attività sociali, culturali, solidali, consapevole che non tutto si esaurisce con il voto, e che anche dopo il 13 e il 14 aprile ci sarà molto da fare. E noi cercheremo di farlo con equilibrio, perché pensiamo che il paese abbia bisogno di questo.
Posted in In primo piano
by Michele

Olé!

Lunedì, Marzo 10th, 2008 at 4:44 pm

AP_Zapatero_A15.jpgZapatero
anche per noi


by Michele

Stop Violence!

Giovedì, Marzo 6th, 2008 at 11:44 am
contenuto7183imm.jpgLa tragedia di Gaza
Un appello ai candidati alle prossime elezioni

Sul lato israeliano, a Sderot, un missile ha centrato il college dove insegna il nostro principale referente pacifista in Israele e carissimo amico Zvi Shuldiner, uccidendo uno studente.
Siamo stati in questi giorni in contatto con i nostri amici, da una parte e dall’altra. La disperazione è grande, così pure l’orrore per il silenzio del mondo. Ormai le aspettative nei confronti di un’iniziativa europea, delle istituzioni e delle forze politiche italiane -a cui sempre si è guardato con fiducia e speranza- sono sostituite dalla disillusione. Anche la nostra società civile non si muove. Organizzazioni, gruppi, movimenti, sindacati capaci di infiammarsi quando le questioni internazionali diventano materia di lotta politica in Parlamento guardano alla tragedia di Gaza da lontano. Tutta l’energia posta nel dibattito pro o contro il boicottaggio a Torino non è capace di unirsi, in un momento così drammatico, nell’unico appello possibile per il cessate il fuoco. Anche chi, come noi e le altre organizzazioni che hanno a cuore non la strumentalizzazione politica delle guerre, ma la sorte degli esseri umani, non riescono a rompere il muro del silenzio e della disattenzione.
L’esercito israeliano ha oggi annunciato la fine delle operazioni di terra. Sappiamo purtroppo che il problema rimane intatto, e che la sofferenza delle popolazioni prosegue. In allegato trovate la lettera aperta ai candidati alle elezioni politiche del 13/14 aprile che abbiamo sottoscritto insieme a altre organizzazioni già prima dell’inizio di questa ultima drammatica crisi.
Posted in Eventi
by Michele