Eccoci qua
Ci scusiamo per la nostra lunga assenza… nel frattempo, qualche post del sito si è perso, è caduto il governo, siamo in una nuova campagna elettorale, ed è accaduto un po’ di tutto, soprattutto eventi potenzialmente pericolossissimi in area balcanica (vedi Kosovo). Su questi temi, l’ARCI promuoverà nei prossimi giorni iniziative di carattere politico, per portare una voce diversa e fuori dal coro, quella dell’associazionismo di promozione sociale e culturale: ce n’è bisogno, in un paese che non riesce ad uscire dai blocchi e dalle solite cose in cui l’ha cacciato una classe dirigente, politica, economica, culturale vecchia, chiusa, priva di capacità innovative, priva di pensiero forte, priva di caratura internazionale.
Tuttavia, un esame di coscienza come cittadini dobbiamo farcelo, perchè questa classe è anche una nostra espressione: alla fine, siamo noi a votarli certi personaggi, di destra (questo non sorprende) e di sinistra (e qui non ci siamo, anche se oggi è forse il concetto, la pratica e l’esistenza stessa di una sinistra ad essere in discussione, e questo al di là dei processi di riorganizzazione in atto in area riformista-moderata e in area riformista-radicale). Se vogliamo cambiare realmente, non basta un voto alle elezioni, non basta alzarsi a protestare e a giudicare senza fare nient’altro, aspettando ipocritamente un intervento della grazia celeste, ma occorrono comportamenti quotidiani coerenti - ed è chiaro, lampante che al di là delle parole non tutti siano disposti realmente a cambiare. E’ un richiamo alla responsabilità personale come presupposto di quella collettiva, ad una cultura civica radicalmente diversa da quella di oggi: rileggiamo la nostra Costituzione, per cominciare. Ecco, piuttosto che falsi e ipocriti nuovismi che nasconono paurosi vuoti e ritardi culturali, e una persistente ricerca di compromessi al ribasso, forse sarebbe meglio rivolgersi a ciò che di positivo c’è ed è stato fatto in questo paese, oltre la miseria del presente.
Ci ritorneremo, su questi temi, perchè noi vogliamo il cambiamento, quello vero e non di facciata.







Scuola di Musica Popolare
