Archive for Luglio, 2006

Martedì, Luglio 25th, 2006 at 12:07 pm

Medio Oriente: tacciano le armi

Comunicato della Presidenza Nazionale Arci
L’Arci chiede il cessate il fuoco immediato e l’intervento diretto dell’ONU, posizione espressa dal Papa e dal Ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema. In vista della Conferenza di Roma, l’Arci è impegnata per sostenere l’impegno del Governo Italiano e di tutti coloro che richiedono l’immediato intervento delle Nazioni Unite per la risoluzione di questa gravissima crisi internazionale.

Cessate il fuoco. Subito. Basta con i bombardamenti, i sequestri, le invasioni. La società civile, la politica, le istituzioni facciano convergere gli sforzi in tutte le sedi per ottenere una tregua senza condizioni.
Si doti l’Onu degli strumenti e dei poteri necessari per inviare immediatamente una forza di interposizione a Gaza e nel sud del Libano per proteggere le popolazioni civili e impedire la prosecuzione delle azioni armate.
Si dia spazio alla politica e alla diplomazia, imponendo a tutte le parti in conflitto di sedere a un tavolo negoziale. Tutti dialoghino con tutti: non c’è pace senza riconoscimento reciproco.
Basta con l’unilateralismo, basta con gli interessi di parte, basta con la politica di due pesi e due misure che hanno contribuito a distruggere il processo di pace e hanno alimentato la spirale di radicalizzazione e intolleranza in tutta l’area.
Solo il rispetto rigoroso del diritto e della legalità internazionale può spegnere l’incendio in Medio Oriente. La comunità internazionale si impegni per l’applicazione di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite finora disattese.
Le istituzioni e la società civile esprimano solidarietà concreta senza distinzione alcuna a tutte le popolazioni civili vittime del conflitto, e sostengano le forze che nell’area operano contro la guerra, la violenza, il terrore.
Il mondo intero ha bisogno della pace in Medio Oriente: dialogo, riconciliazione, sicurezza e diritti per tutti i popoli dell’area Israele e Palestina: due stati per due popoli.

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by Michele

Stop Bombs! Stop Violence!

Venerdì, Luglio 21st, 2006 at 5:51 pm

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Libano, Palestina, Israele

far tacere le armi, mettere fine alla spirale delle violenze

La gravissima situazione venutasi a determinare in Libano, Palestina e Israele, con l’aprirsi di un nuovo scenario di guerra e le gravissime conseguenze per le popolazioni civili, deve mobilitare tutte le forze democratiche favorevoli alla pace. È grandissima la preoccupazione per ciò che sta accadendo, per le proporzioni assunte dalla crisi umanitaria, per la distruzione degli sforzi compiuti nella ricostruzione da un paese già martoriato da anni di guerra come il Libano e oggi vanificati, distrutti.

Consideriamo inaccettabili gli attacchi compiuti nei confronti di Israele da miliziani estremisti palestinesi e di Hezbollah, ma è ingiustificabile una risposta militare rivolta contro i civili, contro i beni e le infrastrutture vitali per i popoli libanese e palestinese, costruite con il sostegno della Comunità Internazionale. E’ urgente che le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’intera Comunità internazionale, e con esse anche il Governo italiano, si facciano sentire per imporre il cessate il fuoco e mettere fine a una spirale ingiustificabile di violenze, atti terroristici e rappresaglie, che produce solo distruzioni e vittime innocenti, considerando anche la possibilità di una forza di interposizione internazionale a protezione dei civili.

Chiediamo che prima di tutto si ritorni a dare voce alla ragione: ci sia il reciproco riconoscimento tra i Governi e venga promosso l’avvio di negoziati per riaprire la strada del processo di pace e per la risoluzione della questione palestinese, che nella situazione odierna non può che basarsi sulla coesistenza dei due popoli nel quadro di due stati all’interno di frontiere sicure (con l’abbattimento del Muro), sul rispetto della legalità internazionale da parte di tutti (le risoluzioni ONU dal 1948 ad oggi impegnano anche e in primo luogo lo Stato di Israele) e sulla fine degli atti di terrorismo e delle rappresaglie.

Non possiamo inoltre più tollerare alcun attore politico che operi con finalità violente e bellicose, né movimenti non riconosciuti né tanto meno stati riconosciuti a livello internazionale. Qualsiasi unilateralismo, da qualsiasi parte provenga e su qualsivoglia questione che contribuisca a peggiorare ulteriormente una situazione già pesantemente compromessa come quella del Medio Oriente (senza dimenticare l’occupazione dell’Iraq e la questione nucleare in Iran), va condannato e fermato.  Uniamo la nostra voce a quella di tutti coloro che in Palestina, in Israele, in Libano chiedono la fine delle violenze, il rilascio dei militari israeliani rapiti e la fine dell’assedio dell’esercito israeliano a Gaza.

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by Michele

Genova

Venerdì, Luglio 21st, 2006 at 5:45 pm

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Per ricordare Genova

dichiarazione di Paolo Beni, Presidente Naz. Arci

A Genova, nel luglio del 2001, abbiamo vissuto quella che Amnesty International ha definito la “più grave violazione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Migliaia di giovani umiliati e  malmenati, da coloro che avrebbero dovuto garantire la sicurezza, anche la loro. Carlo Giuliani, un ragazzo di 22 anni, ucciso. Quelle giornate hanno cambiato profondamente le nostre vite e segnato un pezzo della storia di questo paese. Non smetteremo mai di interrogare la società e le istituzioni sul perché e sulle responsabilità della violenza di quei giorni. La commissione di inchiesta parlamentare, richiesta in questi cinque anni con tenacia dai genitori di Carlo, dai movimenti e da tante organizzazioni democratiche di questo paese, deve finalmente essere istituita, per sanare una ferita tuttora aperta e dolorante nelle coscienza di quanti  ancora si interrogano sulle responsabilità politiche e materiali di quei tragici fatti. Verità e giustizia, per provare a ricucire lo strappo drammatico che lì si è determinato  tra tanti giovani che per la prima volta sceglievano la via della partecipazione e le istituzioni che decidevano di reprimere con  la violenza  questo inedito slancio.
Ma a noi piace ricordare Genova anche per i suoi aspetti positivi, che pure hanno segnato la storia di questi ultimi cinque anni. Lì si è affacciato per la prima volta sulla scena politica un nuovo movimento, straordinario per ampiezza, maturità e consapevolezza. Un movimento diverso da  quelli del secolo appena concluso, che in questi anni è cresciuto, si è radicato, ha saputo far convivere culture ed  esperienze diverse, ha contribuito al cambiamento di questo paese. Le ragioni di quelle giornate sono ancora attualissime. Il G8 continua ad essere un organismo privo di legittimazione democratica, in cui i paesi ricchi pretendono di imporre al resto del pianeta l’ordine economico e politico a loro più conveniente. Un ordine che continua a produrre ingiustizie, povertà e guerre. Per questo chiedemmo allora e continuiamo  a chiedere oggi che il G8 sia sciolto, come passaggio indispensabile per costruire un mondo diverso, che metta al centro la pace, la giustizia sociale, i diritti.

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by Michele