Archive for Ottobre, 2005

Sui fatti di Bologna

Mercoledì, Ottobre 26th, 2005 at 10:37 am


Bologna: le scorciatoie sbagliate

Paolo Beni, Presidente Nazionale Arci

Bologna è un caso nazionale. Lo sgombero delle baracche degli immigrati deciso dal sindaco, le reazioni esasperate e sopra le righe di alcuni, la polizia che carica i giovani davanti al Comune, alimentano tensione in città e preoccupazione per ciò che può avvenire d’ora in poi nel paese.
Il conflitto che sta degenerando nasce da un approccio sbagliato ai temi della legalità e della sicurezza. La legalità è il complesso di regole e valori condivisi su cui fondare il patto di cittadinanza, lo strumento con cui la società garantisce a tutti la possibilità di praticare i propri diritti senza ledere quelli degli altri. Identificarla con l’imposizione di regole a garanzia della sicurezza significa aprire la strada a una legalità di parte che tutela gli interessi di gruppi sociali forti a danno dei soggetti più deboli, che finisce per criminalizzare il dissenso.
E’ una scorciatoia sbagliata cercare in misure repressive la soluzione a problemi sociali complessi come quelli dei migranti costretti dalla legge Bossi-Fini a vivere nell’irregolarità. L’unica via d’uscita è nella ricerca di soluzioni partecipate, per costruire convivenza la comunità non ha bisogno di sovrani illuminati ma del concorso responsabile di tutte le sue componenti. Bisogna recuperare una riflessione seria su questi temi, tanto più di fronte agli effetti del governo Berlusconi che, a suon di condoni, inviti all’evasione fiscale, attacchi ai diritti dei lavoratori e alle libertà, ha prodotto la mortificazione della cultura della legalità e la crisi dell’etica pubblica.
E’ indispensabile che la sinistra rilanci una sua idea di legalità come strumento di giustizia sociale e non protezione dei più garantiti.
Che senso ha invocare la fermezza delle leggi di fronte a chi rivendica diritti e dignità quando proprio chi dovrebbe garantirglieli ostenta l’illegalità del potere? Come nei confronti delle migliaia di giovani lavoratori precari privati delle loro più elementari tutele dalla Legge 30: una situazione allarmante, che abbiamo denunciato ieri in centinaia di proiezioni del “Vangelo secondo precario”, una bella iniziativa che dimostra l’efficacia dell’Arci quando riesce a legare promozione culturale e iniziativa politica sul terreno dei diritti.

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by Michele

“Civiltà” italiana (secondo la destra)

Lunedì, Ottobre 10th, 2005 at 10:16 am

0INLBI6A__180x140.jpgLa nostra Abu Ghraib: Lampedusa

Dimissioni immeditate del ministro degli Interni. Il presidente della Repubblica, garante della nostra Costituzione,intervenga per ristabilire il rispetto dei diritti umani.
Aprire subito un’inchiesta della magistratura

L’inchiesta pubblicata dal settimanale l’Espresso conferma in maniera inequivocabile le condizioni disumane e degradanti in cui vengono tenuti gli immigrati nel Centro di detenzione di Lampedusa. L’Arci, attraverso il lavoro di monitoraggio svolto durante i mesi estivi dai suoi operatori, ha denunciato da tempo in maniera circostanziata le gravissime violazioni dei diritti umani che lì vengono compiute. Adesso, grazie al coraggioso reportage del giornalista de l’Espresso, esiste una testimonianza precisa di quanto succede in quel lager. Gli abusi, le percosse, i soprusi, le condizioni igienico sanitarie, le irregolarità giuridico-amministrative sono finalmente documentate e le bugie smascherate. Bisogna intervenire subito.
Chiediamo le dimissioni del ministro degli Interni Pisanu, a cui compete la responsabilità della gestione dei Centri di permanenza temporanea e dei comportamenti delle forze dell’ordine. Il ministro ha sempre negato che a Lampedusa si commettessero abusi. O il ministro non è informato e dunque se ne deve andare perché non in grado di svolgere il suo compito, o ha consapevolmente mentito ai rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee ed ai cittadini, coprendo le violazioni gravissime che lì vengono perpetrate.
Chiediamo che il presidente della Repubblica, garante della nostra Costituzione, intervenga con tutti i mezzi a sua disposizione per ristabilire il rispetto dei diritti umani in questa Abu-Ghraib di casa nostra.Chiediamo che la magistratura apra un’inchiesta, facendo chiarezza anche sui comportamenti delle Misericordie e sull’ambiguo ruolo degli scafisti presenti nel centro.
Chiediamo alle forze politiche democratiche e all’Unione di prendere tutte le iniziative possibili per mettere fine a questa vergogna.Facciamo appello alle organizzazioni di tutela dei diritti umani e a quante lavorano a fianco dei migranti perchè lancino una mobilitazione permanente per ottenere la chiusura del centro di Lampedusa.

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by Michele

Finanziaria 2006: ancora tagli, sempre “sacrifici”

Lunedì, Ottobre 10th, 2005 at 10:05 am

Inaccettabili i tagli alla cultura previsti dalla Finanziaria


La legge Finanziaria presentata dal Governo prevede un taglio di 164 milioni di euro al Fus (Fondo unico dello spettacolo), che vede così dimezzati i finanziamenti di cui godeva nel 2001 e un taglio di oltre il 35% rispetto all’ultima Finanziaria. Un colpo mortale per cinema, teatro, lirica, musica, già cronicamente in difficoltà. A ciò bisogna aggiungere gli effetti negativi che avranno su queste attività i tagli consistenti dei trasferimenti agli enti locali.
Una manovra letale per tutto il settore e che paradossalmente arriva all’indomani di un provvedimento di riforma del cinema italiano necessario per risollevarlo dall’agonia in cui versa da tempo e che a questo punto non avrebbe le gambe per camminare.
Sicuramente la manovra, se passerà, avrà forti ripercussioni anche sugli occupati nel settore, oggi circa 200.000, contribuendo ad aggravare quella situazione di disagio e di incertezza che ormai riguarda tanti nostri concittadini.
D’altra parte, una riduzione di spesa di 160 milioni di euro può avere effetti dirompenti per chi va a colpire, ma è del tutto irrilevante per una manovra finanziaria di 20 miliardi. Una goccia in mezzo al mare per le finanze dello stato, ma un veleno mortale per uno dei patrimoni della nazione: il binomio cultura e spettacolo. Un’ulteriore dimostrazione di quanto poco interessi al nostro governo la salvaguardia e lo sviluppo dell’ identità culturale, mentre noi pensiamo che solo una società che investe nella cultura e nella conoscenza costruisce coesione e qualità della vita.

by Michele

9 ottobre: l’Arci aderisce alla manifestazione promossa dall’Unione

Giovedì, Ottobre 6th, 2005 at 4:52 pm

Serve la più ferma opposizione, in Parlamento e nelle piazze, per chiedere che questo governo se ne vada subito, per dare la parola agli elettori

L’Arci aderisce alla manifestazione promossa dalle forze politiche dell’Unione per domenica 9 ottobre ed invita i propri soci e le proprie strutture di base a parteciparvi. E’ importante che in questo momento difficile per il paese e di fronte all’azione di un governo irresponsabile, l’opposizione dei partiti in Parlamento si accompagni alla più ampia mobilitazione dei cittadini e delle forze sociali. La finanziaria di Tremonti-bis scarica il peso della correzione di bilancio sugli enti locali e quindi sulla vita delle persone, penalizzando la capacità di spesa di Comuni Province e Regioni in servizi essenziali per la scuola, la sanità, l’ambiente, la cultura, i trasporti. Il tutto confuso in un demagogico minestrone di generici annunci sulla lotta all’evasione e la riduzione degli sprechi e condito dalle immancabili promesse elettorali a favore delle famiglie e del volontariato.

La nuova legge elettorale rappresenta poi il tentativo spudorato quanto inaccettabile sul piano istituzionale di cambiare le regole proprio alla vigilia del voto, il colpo di mano di una destra che sa di essere in crisi di consenso e vuole evitare la sconfitta truccando le carte. Come se non bastasse, nei prossimi giorni tornerà nelle aule parlamentari la legge Cirielli e poi a fine mese ancora la devolution.
E’ un’offensiva di fine legislatura pericolosissima. Serve la più ferma opposizione, in Parlamento e nelle piazze, per chiedere che questo governo se ne vada subito, per dare la parola agli elettori.
Per questo ci mobiliteremo domenica prossima, così come torneremo a manifestare sabato 15 ottobre insieme a sindacati e movimenti contro la Direttiva Bolkestein, per la difesa dei servizi pubblici e dei diritti sociali.

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by Michele