Sui fatti di Bologna
Bologna: le scorciatoie sbagliate
Paolo Beni, Presidente Nazionale Arci
Bologna è un caso nazionale. Lo sgombero delle baracche degli immigrati deciso dal sindaco, le reazioni esasperate e sopra le righe di alcuni, la polizia che carica i giovani davanti al Comune, alimentano tensione in città e preoccupazione per ciò che può avvenire d’ora in poi nel paese.
Il conflitto che sta degenerando nasce da un approccio sbagliato ai temi della legalità e della sicurezza. La legalità è il complesso di regole e valori condivisi su cui fondare il patto di cittadinanza, lo strumento con cui la società garantisce a tutti la possibilità di praticare i propri diritti senza ledere quelli degli altri. Identificarla con l’imposizione di regole a garanzia della sicurezza significa aprire la strada a una legalità di parte che tutela gli interessi di gruppi sociali forti a danno dei soggetti più deboli, che finisce per criminalizzare il dissenso.
E’ una scorciatoia sbagliata cercare in misure repressive la soluzione a problemi sociali complessi come quelli dei migranti costretti dalla legge Bossi-Fini a vivere nell’irregolarità. L’unica via d’uscita è nella ricerca di soluzioni partecipate, per costruire convivenza la comunità non ha bisogno di sovrani illuminati ma del concorso responsabile di tutte le sue componenti. Bisogna recuperare una riflessione seria su questi temi, tanto più di fronte agli effetti del governo Berlusconi che, a suon di condoni, inviti all’evasione fiscale, attacchi ai diritti dei lavoratori e alle libertà, ha prodotto la mortificazione della cultura della legalità e la crisi dell’etica pubblica.
E’ indispensabile che la sinistra rilanci una sua idea di legalità come strumento di giustizia sociale e non protezione dei più garantiti.
Che senso ha invocare la fermezza delle leggi di fronte a chi rivendica diritti e dignità quando proprio chi dovrebbe garantirglieli ostenta l’illegalità del potere? Come nei confronti delle migliaia di giovani lavoratori precari privati delle loro più elementari tutele dalla Legge 30: una situazione allarmante, che abbiamo denunciato ieri in centinaia di proiezioni del “Vangelo secondo precario”, una bella iniziativa che dimostra l’efficacia dell’Arci quando riesce a legare promozione culturale e iniziativa politica sul terreno dei diritti.
La nostra Abu Ghraib: Lampedusa






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