Cambiare si può: campagna nazionale per il rinnovamento del Paese e della Politica
MOBILITARE I CITTADINI, TRASFORMARE LA POLITICA
Stiamo attraversando mesi decisivi per il futuro dell’Italia. Se il voto alle regionali della scorsa primavera ha riacceso la speranza che stia per chiudersi la stagione disastrosa del governo Berlusconi, le difficoltà dei mesi successivi e l’esito del referendum hanno riportato alla luce il malessere di una società alla ricerca del suo riscatto, ma agitata anche da pericolose pulsioni neo-conservatrici e neo-confessionali, di carattere reazionario. La situazione è grave: una crisi profonda investe l’economia, la società, la politica, in un paese che si scopre in guerra senza saperlo né volerlo, che si ritrova più povero e più insicuro, che avverte sempre più forte il peso di ingiustizie e disuguaglianza. E’ anche una crisi morale, che colpisce l’etica, il senso della comunità e delle istituzioni. Questa situazione è lo specchio del fallimento della destra, ma non significa che le condizioni di un’alternativa siano già cosa fatta, né a portata di mano.
Negli ambienti dell’opposizione, si è diffusa la convinzione che le elezioni del 2006 siano ormai una formalità. Sono così riemerse divisioni e lotte di potere ingiustificabili. Si rischia di dissipare il patrimonio di speranza e volontà di cambiamento che solo pochi mesi fa il paese aveva consegnato al centrosinistra, che ha vinto le elezioni regionali soprattutto sull’onda del fallimento della destra e del crollo di consensi alla sua politica. Perché sconfiggere Berlusconi e il berlusconismo, non bastano il malcontento o una generica domanda di cambiamento ma occorre un’alternativa generale allo sfascio della destra e del liberismo.
Per questo, oggi la priorità è discutere i contenuti di un progetto di cambiamento, che non potrà più gravare sulle spalle delle solite classi, categorie, persone che hanno pagato in questi ultimi trent’anni le varie ristrutturazioni capitaliste. Noi pensiamo che un Paese diverso sia davvero possibile perché l’Italia sta già cambiando. Proponiamo perciò una riforma della democrazia a partire dall’autonomia del sociale rispetto alla politica dei partiti, in vista di un diverso rapporto tra rappresentanti e rappresentati, di una democrazia conseguente e partecipativa. Non sarà facile, ma ne vale la pena, e il documento "Cambiare si può" è un primo contributo alla discussione.
Marcia per la Pace Perugia-Assisi, domenica 11 settembre 2005






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